Darsi una calmata

I primi caldi e il clima preelettorale, a quanto pare, stanno facendo perdere il senso della misura (e dell’umorismo). Un senatore prende a pugni un provocatore che aveva aggredito il ministro della Difesa. Renato Brunetta se la prende con i “poliziotti pancioni” che dopo aver fatto per anni i passacarte non ce la farebbero a inseguire i delinquenti per le strade.
29 MAG 09
Ultimo aggiornamento: 20:58 | 23 AGO 20
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I primi caldi e il clima preelettorale, a quanto pare, stanno facendo perdere il senso della misura (e dell’umorismo). Un senatore prende a pugni un provocatore che aveva aggredito il ministro della Difesa. Renato Brunetta se la prende con i “poliziotti pancioni” che dopo aver fatto per anni i passacarte non ce la farebbero a inseguire i delinquenti per le strade. Brunetta ha esagerato, come gli accade spesso nelle sue torrenziali esternazioni. Se ha perso il senso della misura, quelli che hanno immediatamente sfoderato la solita indignazione per il dileggio alle forze dell’ordine hanno perso, se mai l’hanno avuto, quello dell’umorismo.
Al di là dei singoli episodi, quel che non si capisce è la radice di questo diffuso nervosismo che colpisce anche gli uomini di governo. Ignazio La Russa ha fatto bene a minimizzare e a lodare l’intervanto delle forze dell’ordine che hanno bloccato il provocatore senza far uso della violenza. Brunetta ha poi spiegato che non intendeva offendere nessuno ma sollevare il tema dell’eccesso di compiti burocratici che gravano sulle Questure, limitandone la capacità di azione nella lotta alla criminalità. Bene, ma se bisogna sempre chiarire, specificare, ritrattare, vuol dire che c’è qualcosa che non va, qualche tarlo che rode e che spinge ad atti o parole poco meditati. In questo modo si dà involontariamente una mano a chi è interessato a dipingere una situazione italiana attraversata da incontenibili tensioni, che è l’esatto contrario di ciò che conviene a chi governa, peraltro con una confortevole fiducia da parte di una quota maggioritaria della popolazione.
Il vecchio adagio popolare che ricorda come la calma sia la virtù dei forti dovrebbe essere costantemente tenuto presente soprattutto da chi ha, appunto, forza e responsabilità politica. Il comprensibile interesse alla visibilità, che in ogni caso non manca a chi ha l’onere e l’onore di assumere decisioni, dovrebbe spingere a lavorare molto sui risultati concreti, evitando il più possibile forzature e personalismi. In particolare questo vale per i dirigenti del partito di raccolta dei moderati, che debbono realizzare le riforme e le trasformazioni necessarie in un clima di razionalità e non di esasperazione. La strada da percorrere è ancora lunga e gli ostacoli da affrontare ancora tanti. Per questo il passo deve essere sicuro e quindi rassicurante, le discussioni intessute di argomenti e non di contumelie. Insomma bisogna proprio darsi un calmata.